Cari fratres e care sorores, Sotto gli auspici della rosacroce, Salutem Punctis Trianguli! È mio auspicio che questa lettera vi raggiunga in serenità e salute. Un altro anno è trascorso e la sensazione di molti abitanti di questo pianeta è quella di correre sopra un lago ghiacciato, come ha ben descritto Zygmunt Bauman. Un lago il cui ghiaccio è estremamente sottile e per questo tutti sanno che non si possono fermare, pena rompersi il ghiaccio e affondare. Allora si corre… “Verso dove?”, si chiedeva il famoso sociologo. Non importa verso dove, si rispondeva, basta correre. Mi sembra che questo quadro descriva molto bene quelle società dei paesi cosiddetti sviluppati, dove tutti corrono ma senza una direzione specifica o, quantomeno, senza un progetto o una destinazione, facendo della vita più un vagare che un viaggio. A questo si aggiungono anche le tragiche scelte di vari governanti o leader che hanno trascinato il mondo verso una condizione di guerra con tutta la sua carica di sofferenza. Lo scrittore, presbitero, filosofo e matematico russo Pavel Florenskij (1882-1937) durante i suoi anni di prigionia, parlando della visione della vita nell’antica Grecia scrisse che nella vita ci sono molte cose mostruose, malvagie, tristi e sporche. Tuttavia, rendendosi conto di tutto questo, bisogna avere dinanzi allo sguardo interiore l’armonia, e cercare di realizzarla. Siamo rosacrociani, quindi dobbiamo riuscire a guardare il mondo anche nella sua complessità e varietà di fenomeni, non semplificando ciò che non può essere semplificato. Così non possiamo non vedere la quantità enorme di azioni volontarie verso il bene comune promosse da una vera moltitudine di persone, molte delle quali giovani, che dedicano gran parte del proprio tempo alla protezione dell’ambiente, alla protezione degli animali, all’assistenza alle persone disagiate, all’assistenza medica di popolazioni dove nessuno vorrebbe mai andare. Sono una infinità di esempi che ci permettono di mantenere la fiducia e la speranza nell’umanità; non una speranza infantile basata solo sui buoni pensieri e le buone intenzioni, ma una fiducia e una speranza basate sui fatti, sull’esistenza di una forza interiore che spinge le persone a fare il bene e a resistere agli impulsi di una società dominata da una economia profondamente malata. Voglio condividere con voi due esempi nell’ambito della mia esperienza nella funzione di Imperator, funzione che mi dà il privilegio di conoscere molte persone in molti paesi del mondo. Il primo caso è quello di un frater educatore, il quale porta delle tecniche rosacrociane ai ragazzi minorenni in prigione. Sono ragazzi fino ai diciotto anni che si trovano in prigione per aver commesso una gran varietà di crimini; sono persone nate in situazioni estremamente sfavorevoli e che presto nella loro vita si sono viste in ambienti dominati dalla criminalità. Parlando con questo frater, abbiamo riflettuto insieme sul fatto che, se l’Ordine ha come motto il “Conosci te stesso” socratico, è solo attraverso questo percorso che si può aiutare una persona a comprendere il perché del proprio comportamento. So che esistono molti altri membri nel mondo che fanno lo stesso lavoro volontario nelle prigioni e nei riformatori, e che aiutano le persone a trovare un senso nuovo alla propria vita, sopperendo così alle carenze di Stati che spesso non trovano ormai nessun interesse al recupero di queste persone. Questo frater ha trovato il suo personale cammino per rendere visibile e attiva la sua adesione alla filosofia rosacrociana. Un altro caso che voglio portare alla vostra riflessione è quella di un frater che, dopo la pensione, ha deciso di intraprendere un percorso preparatorio per un servizio di volontariato negli ospedali, aiutando e accompagnando le persone nei loro ultimi giorni di vita. Si tratta di un lavoro estremamente delicato, che richiede una enorme forza interiore. Questo nostro membro mi raccontava come l’Ordine con i suoi insegnamenti lo abbia aiutato a vincere una sua iniziale avversione agli ospedali per esperienze passate, e di come ora si sentisse privilegiato di poter essere presente, tenendo la mano e, a volte, accarezzando le persone nei loro ultimi momenti di vita; spesso sono persone sole, che raggiungono l’ultimo capitolo del loro libro con molti rimorsi, dubbi, paure, ma anche spesso fiducia, serenità e in pace. Mi raccontava come molte lo ringrazino al momento degli ultimi saluti, e come a volte queste persone gli dicano cose che vanno a chiarire i suoi stessi dubbi. Perché ho deciso di raccontarvi questi due esempi in questa lettera annuale? Ho deciso di farlo perché un membro mi ha chiesto perché non avessi scelto il tema della pace nel mondo come argomento per la Meditazione Mondiale online, condotta l’ultimo ottobre. La sua domanda è molto importante e ora rifletteremo insieme su di essa e sul tema della pace in generale. Più volte siamo portati a pensare la pace come la condizione opposta alla guerra. Questo perché sappiamo che, quando una guerra finisce, usiamo frequentemente dire che i paesi belligeranti hanno raggiunto un “accordo di pace”, mentre la storia dell’umanità ha mostrato che questi sono accordi di armistizio più che di pace. L’armistizio è la pausa tra due guerre dove i belligeranti recuperano le forze per poi ricominciare la lotta. La pace, secondo il nostro intendimento, è una condizione interiore, non è qualcosa che si determina con accordi scritti, con strette di mano o belle parole. Baruch Spinoza, il filosofo del diciassettesimo secolo associato al movimento rosacrociano in Olanda scrisse: “La pace non è l’assenza della guerra. È una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia alla giustizia.” Se guardiamo la storia passata dell’umanità fino ai giorni nostri vedremo che spesso siamo passati da una guerra a un’altra. Ma allo stesso tempo, quasi come paradosso, vediamo anche esempi di grande generosità, eroismo, fiducia e speranza provenienti da persone che agiscono così senza aspettarsi nulla in cambio. Allora riflettiamo insieme: in quale direzione dovremmo guardare? Quali domande ci dovremmo porre? E come mai queste differenze abissali tra gli esseri umani? Penso che la risposta sia naturale. Noi abbiamo nel nostro essere, sia fisico che spirituale, la capacità di riconoscere un atto
Carta anual do Imperator – 2025
Caros fratres e caras sorores, Sob os auspícios da Rosacruz, Salutem Punctis Trianguli! Espero que esta carta chegue até vocês com serenidade e saúde. Mais um ano se passou e a sensação de muitos habitantes deste planeta é a de estar correndo sobre um lago congelado, como bem descreveu Zygmunt Bauman. Um lago cuja camada de gelo é extremamente fina e, por isso, todos sabem que não podem parar, ou então quebrarão o gelo e afundarão. Então, corre-se… “Para onde?”, perguntava-se o famoso sociólogo. Não importa para onde, ele respondeu, apenas corra. Parece-me que esse quadro descreve muito bem as sociedades dos chamados países desenvolvidos, onde todos correm, mas sem uma direção específica ou, pelo menos, sem um projeto ou destino, tornando a vida mais uma perambulação do que uma jornada. Somam-se a isso as escolhas trágicas de vários governantes ou líderes que arrastaram o mundo para um estado de guerra com todo o seu fardo de sofrimento. O escritor, presbítero, filósofo e matemático russo Pavel Florensky (1882-1937), durante seus anos de prisão, falando sobre a visão da vida na Grécia antiga, escreveu que há muitas coisas monstruosas, más, tristes e sujas na vida. No entanto, ao perceber tudo isso, é preciso ter harmonia diante de seu olhar interior e tentar realizá-la. Como somos rosacruzes, também devemos ser capazes de olhar para o mundo em sua complexidade e variedade de fenômenos, sem simplificar o que não pode ser simplificado. Assim, não podemos deixar de ver o enorme número de ações voluntárias em prol do bem comum promovidas por uma verdadeira multidão de pessoas, muitas delas jovens, que dedicam grande parte de seu tempo à proteção do meio ambiente, à proteção dos animais, à assistência aos menos favorecidos, ao atendimento médico de populações onde ninguém jamais gostaria de ir. Esses são inúmeros exemplos que nos permitem manter a confiança e a esperança na humanidade; não uma esperança infantil baseada apenas em bons pensamentos e boas intenções, mas uma confiança e uma esperança baseadas em fatos, na existência de uma força interior que leva as pessoas a fazer o bem e a resistir aos impulsos de uma sociedade dominada por uma economia profundamente doente. Quero compartilhar com vocês dois exemplos da minha experiência como Imperator, uma função que me dá o privilégio de conhecer muitas pessoas em diversos países do mundo. O primeiro caso é o de um frater educador que leva técnicas rosacruzes a rapazes jovens na prisão. São rapazes de até 18 anos que estão na prisão por cometerem uma grande variedade de crimes; são pessoas que nasceram em situações extremamente desfavoráveis e que, no início de suas vidas, se viram em ambientes dominados pelo crime. Conversando com esse frater, refletimos juntos sobre o fato de que, se a Ordem tem como motivo o socrático “Conhece-te a ti mesmo”, é somente por meio desse caminho que se pode ajudar uma pessoa a entender por que ela se comporta como se comporta. Sei que há muitos outros membros no mundo que fazem o mesmo trabalho voluntário em prisões e reformatórios e que ajudam as pessoas a encontrar um novo significado para suas vidas, compensando assim as deficiências dos Estados que muitas vezes não têm interesse na reabilitação dessas pessoas. Esse frater encontrou sua própria maneira de tornar visível e ativa sua adesão à filosofia rosacruz. Outro caso que gostaria de trazer à sua reflexão é o de um frater que, após se aposentar, decidiu empreender um caminho preparatório para o serviço voluntário em hospitais, ajudando e acompanhando pessoas em seus últimos dias de vida. É um trabalho extremamente delicado, que exige enorme força interior. Nosso membro me contou como os ensinamentos da Ordem o ajudaram a superar sua aversão inicial aos hospitais devido a experiências passadas, e como ele agora se sentia privilegiado por poder estar lá, segurando as mãos e, às vezes, acariciando as pessoas em seus últimos momentos de vida; muitas vezes são pessoas solitárias, chegando ao último capítulo de seu livro com muitos arrependimentos, dúvidas, medos, mas também, muitas vezes, com confiança, serenidade e paz. Ele me disse que muitas pessoas lhe agradecem no momento de suas últimas despedidas e que, às vezes, o que essas pessoas lhe dizem esclarece suas próprias dúvidas. Por que decidi falar sobre esses dois exemplos nesta carta anual? Decidi fazê-lo porque um membro me perguntou por que eu não havia escolhido o tema da paz mundial como tópico da Meditação Mundial, realizada em outubro passado. Sua pergunta é muito importante e agora vamos refletir juntos sobre ela e sobre o tema da paz em geral. Muitas vezes somos levados a pensar na paz como a condição oposta à guerra. Isso ocorre porque sabemos que, quando uma guerra termina, frequentemente dizemos que os países beligerantes chegaram a um “acordo de paz”, embora a história humana tenha mostrado que esses são acordos de armistício e não acordos de paz. Um armistício é a pausa entre duas guerras em que os beligerantes recuperam suas forças e depois começam a lutar novamente. A paz, de acordo com nosso entendimento, é uma condição interna, não algo determinado por acordos escritos, apertos de mão ou palavras bonitas. Baruch Espinoza, o filósofo do século XVII associado ao movimento rosacruz na Holanda, escreveu: “A paz não é a ausência de guerra. É uma virtude, um estado de espírito, uma disposição para a benevolência, para confiar na justiça.” Se olharmos para a história passada da humanidade até os dias atuais, veremos que muitas vezes passamos de uma guerra para outra. Mas, ao mesmo tempo, quase como um paradoxo, também vemos exemplos de grande generosidade, heroísmo, confiança e esperança vindos de pessoas que agem dessa forma sem esperar nada em troca. Portanto, vamos refletir juntos: em que direção devemos olhar? Que perguntas devemos fazer a nós mesmos? E por que essas diferenças abismais entre os seres humanos? Acho que a resposta é natural. Temos em nosso ser, tanto físico quanto espiritual, a capacidade de reconhecer um ato que é generoso, gratuito,
Carta anual del Imperator – 2025
Queridos fratres y queridas sorores, Bajo los auspicios de la Rosa-Cruz, Salutem Punctis Trianguli! Espero que esta carta os llegue con serenidad y salud. Ha pasado otro año y la sensación de muchos habitantes de este planeta es la de correr sobre un lago helado, como bien ha descrito Zygmunt Bauman. Un lago cuyo hielo es extremadamente delgado y por eso todo el mundo sabe que no puede detenerse, so pena de romper el hielo y hundirse. Así que corremos… «¿Hacia dónde?», se pregunta el famoso sociólogo. No importa adónde, respondió, simplemente corre. Me parece que esta imagen describe muy bien las sociedades de los llamados países desarrollados, donde todo el mundo corre pero sin una dirección concreta o, al menos, sin un proyecto o destino, haciendo que la vida sea más un vagabundeo que un viaje. A esto se añaden las trágicas elecciones de diversos gobernantes o dirigentes que han arrastrado al mundo hacia un estado de guerra con toda su carga de sufrimiento. El escritor, presbítero, filósofo y matemático ruso Pavel Florensky (1882-1937) durante sus años de encarcelamiento, hablando de la visión de la vida en la antigua Grecia escribió que hay muchas cosas monstruosas, malvadas, tristes y sucias en la vida. Sin embargo, al darse cuenta de todo esto, uno debe tener armonía ante su mirada interior e intentar realizarla. Somos rosacruces, por lo que también debemos ser capaces de mirar el mundo en su complejidad y variedad de fenómenos, sin simplificar lo que no se puede simplificar. Así, no podemos dejar de ver la enorme cantidad de acciones voluntarias por el bien común promovidas por una verdadera multitud de personas, muchas de ellas jóvenes, que dedican gran parte de su tiempo a proteger el medio ambiente, a proteger a los animales, a ayudar a los desfavorecidos, a prestar asistencia médica a poblaciones donde nadie querría ir. Son innumerables ejemplos que nos permiten mantener la confianza y la esperanza en la humanidad; no una esperanza infantil basada sólo en buenos pensamientos y buenas intenciones, sino una confianza y una esperanza basadas en hechos, en la existencia de una fuerza interior que impulsa a las personas a hacer el bien y a resistir los impulsos de una sociedad dominada por una economía profundamente enferma. Quiero compartir contigo dos ejemplos de mi experiencia como Imperator, una función que me otorga el privilegio de conocer a muchas personas en muchos países del mundo. El primer caso es el de un frater educador que imparte técnicas rosacruces a chicos menores de edad en prisión. Se trata de chicos de hasta dieciocho años que están en prisión por haber cometido una gran variedad de delitos; son personas que nacieron en situaciones extremadamente desfavorables y que, al principio de sus vidas, se encontraron en entornos dominados por la delincuencia. Hablando con este frater, reflexionamos juntos sobre el hecho de que, si la Orden tiene como motivo el socrático «Conócete a ti mismo», sólo a través de este camino se puede ayudar a una persona a comprender por qué se comporta de una manera determinada. Sé que hay muchos otros miembros en el mundo que realizan el mismo trabajo voluntario en prisiones y reformatorios, y que ayudan a las personas a encontrar un nuevo sentido a sus vidas, supliendo así las carencias de los estados que a menudo no encuentran interés en la rehabilitación de estas personas. Este frater ha encontrado su propio modo de hacer visible y activa su adhesión a la filosofía rosacruz. Otro caso que quiero traer a vuestra reflexión es el de un frater que, tras su jubilación, decidió emprender un camino preparatorio para el voluntariado en hospitales, ayudando y acompañando a personas en sus últimos días de vida. Es un trabajo extremadamente delicado, que requiere una enorme fuerza interior. Nuestro miembro me contó cómo las enseñanzas de la Orden le ayudaron a superar su aversión inicial a los hospitales debido a experiencias pasadas, y cómo ahora se sentía privilegiado por poder estar allí, cogiendo de la mano y a veces acariciando a las personas en sus últimos momentos de vida; a menudo son personas solitarias, que llegan al último capítulo de su libro con muchos remordimientos, dudas, miedos, pero también a menudo con confianza, serenidad y en paz. Me contó cuántas personas le dan las gracias en el momento de su último adiós, y cómo a veces estas personas le dicen cosas que aclaran sus propias dudas. ¿Por qué decidí hablaros de estos dos ejemplos en esta carta anual? Decidí hacerlo porque un miembro me preguntó por qué no había elegido el tema de la paz mundial como tema de la Meditación Mundial, realizada el pasado mes de octubre. Su pregunta es muy importante y ahora reflexionaremos juntos sobre ella y sobre el tema de la paz en general. Muchas veces se nos induce a pensar en la paz como la condición opuesta a la guerra. Esto se debe a que sabemos que, cuando termina una guerra, solemos decir que los países beligerantes han llegado a un «acuerdo de paz», mientras que la historia de la humanidad ha demostrado que se trata de acuerdos de armisticio y no de acuerdos de paz. Un armisticio es la pausa entre dos guerras en la que los beligerantes recuperan fuerzas y vuelven a luchar. La paz, según nuestra comprensión, es una condición interior, no algo que se determine mediante acuerdos escritos, apretones de manos o buenas palabras. Baruch Spinoza, filósofo del siglo XVII asociado al movimiento rosacruz de Holanda, escribió: «La paz no es la ausencia de guerra. Es una virtud, un estado de ánimo, una disposición a la benevolencia, la confianza y la justicia». Si observamos la historia pasada de la humanidad hasta nuestros días, veremos que a menudo hemos pasado de una guerra a otra. Pero al mismo tiempo, casi como una paradoja, también vemos ejemplos de gran generosidad, heroísmo, confianza y esperanza procedentes de personas que actúan así sin esperar nada a cambio. Así que reflexionemos juntos: ¿en
Il Messaggio dell’Imperator – Dicembre 2024
Cari fratres e care sorores, solo recentemente abbiamo sviluppato bene l’idea di mostrarvi i miei viaggi tramite questo strumento. Per questo non è stato pubblicato prima. Penso apprezzerete comunque di vedere i nostri fratres e sorores di vari paesi del mondo. https://471474369a7f5e08ad7a-b1905103d17e8772ea927bc8fcd33506.ssl.cf5.rackcdn.com/Mazzucco%202023%20travel%20video%20Italian.mp4 A marzo fr. Raul Passos ha organizzato il primo Convegno della giovane Giurisdizione della Romania. Ad aprile il Consiglio Supremo si è riunito a New York. Con l’occasione abbiamo fatto una visita a uno dei luoghi storici più importanti per la nostra Tradizione: Ephrata. Lì arrivarono i primi rosacrociani nel Nuovo Mondo, nel 1694. Oggi questo luogo è un Museo nazionale. A maggio ho partecipato al Convegno della Giurisdizione di Lingua Tedesca assieme al Grand Maestro, fr. Alexander Crocoll, e al Gran Maestro Emerito, fr. Maximilian Neff. Ad agosto ho partecipato al Convegno Mondiale a Montreal in Canada. Circa 1300 membri hanno partecipato al Convegno. Una foto con membri presenti al Convegno. Dopo il Convegno abbiamo avuto la riunione del Consiglio Supremo, tenutosi a Lachute, nella sede del Domain du Silence, un luogo speciale dove l’Ordine conduce ritiri del silenzio e seminari. Sempre a ottobre ho installato fr. Raul Passos nella funzione di Gran Maestro per la Grande Loggia del Sudest Europeo durante un Convegno a Bucarest, in Romania. Fr. Passos è stato eletto nella funzione durante la riunione del Consiglio Supremo a Lachute. Sempre a ottobre ho fatto una visita ufficiale alla nostra sede in Croazia, a Zagabria, assieme al Gran Maestro fr. Alexander Crocoll e all’Amministratore fr. Goran Crnadak. A novembre sono stato nella sede della Grande Loggia di Lingua Portoghese a Curitiba, in Brasile. Là ho un ufficio gentilmente preparato dal Gran Maestro, fr. Heverton Guzzi. Nella foto vedete i dipendenti della Grande Loggia. Ancora a novembre ho partecipato al Convegno della Giurisdizione di Lingua Francese a Liege, in Belgio, assieme a fr. Serge Toussaint, Gran Maestro. Sempre a novembre ho partecipato a un Conventicolo generale organizzato dai martinisti italiani, nella città di Reggio Calabria. Vi ricordo che fino a dicembre di quest’anno ho accumulato la funzione di Gran Maestro assieme a quella di Imperator e per questo ho partecipato a varie attività della Giurisdizione di Lingua Italiana. A novembre ho partecipato a una bellissima attività nel Benin, molto ben organizzata e con la presenza di circa 1200 membri. Qui la visita al Pronaos di Ouidah. Qui la visita a un luogo che mi ha toccato profondamente: la Porta del Non Ritorno, luogo che deve essere visitato da tutti coloro che vengono in Benin o in altri paesi africani, dove si imbarcavano le persone come schiavi, ad esempio il Ghana. Sempre in Benin, alla visita della Loggia Belenos. La Loggia nella capitale, Cotonou. Il ricevimento da parte dei nostri fratres e sorores del Benin rimarrà per sempre nel mio cuore. A mio fianco il Gran Consigliere, fr. Jeremie Ogouniyi. A dicembre ho installato fr. Mirko Palomba nella funzione di Gran Maestro per la Giurisdizione di Lingua Italiana, e ho così lasciato tale funzione. Qui una foto che mi piace particolarmente perché ci sono tre Gran Maestri insieme, sottolineando l’armonia con la quale è avvenuta questa trasmissione. Fr. Jean-Philippe Deterville e fr. Mirko Palomba. Erano presenti anche i Gran Maestri fr. Sven Johansson, sr. Live Soderlund, fr. Akos Ekes, fr. Raul Passos e fr. Eugenius Idiodi. Infine, nell’anno 2023 sono stato In Egitto con la Giurisdizione di Lingua Portoghese, con i membri di lingua francese del Congo e con i membri dei Paesi Bassi. Spero che questo modo di comunicarvi i miei viaggi mi permetta di essere più vicino a voi e che vedere la dimensione mondiale del nostro Ordine rafforzi la vostra fierezza di far parte di un Ordine mondiale che lavora con entusiasmo e in uno spirito di fraternità all’elevazione della coscienza umana. Pace Profonda.
Mensagem do Imperator – Liber Lucis: O Livro da Luz
Há quatrocentos anos, em agosto de 1623, época de crise e guerra na Europa, dois cartazes pequenos, mas intrigantes, foram afixados nos muros de Paris, falando de uma presença “visível e invisível” na cidade e oferecendo comunhão aos buscadores. Não sabemos quem colocou esses cartazes, mas certamente foi alguém envolvido nos círculos rosacruzes. Os cartazes eram um chamado áqueles que buscavam a luz da verdade naqueles tempos tumultuosos. Hoje, perto do solstício de inverno no hemisfério norte e do solstício de verão no hemisfério sul, tenho o prazer de anunciar que estamos publicando um novo documento, cujo título é Liber Lucis. Este Livro da Luz, o Liber Lucis, ressoa com aquele chamado de tanto tempo atrás e leva adiante a Tradição Rosacruz de Luz, Vida e Amor, para toda a humanidade e para a nossa Terra. Ele tem como objetivo inspirar os buscadores espirituais a refletir misticamente sobre a natureza da Luz, abordar alguns dos desafios milenares da vida e suscitar respostas a questões contemporâneas, como o bem-estar da Terra ou a ética da inteligência artificial. Acima de tudo, é um lembrete para todos nós trilharmos suavemente o mundo e usarmos nossa magnífica criatividade para trazer Luz e Amor em tudo o que fazemos. https://1104edb47318627a129a-ba90728074d5fc8934f62a46d1eb7c6c.ssl.cf5.rackcdn.com/PORT%20Liber%20Lucis%2001Eng.mp4
Il Messaggio dell’Imperator – Liber Lucis: Il Libro della Luce
Quattrocento anni fa, nell’agosto del 1623, in un periodo di crisi e di guerra in Europa, furono affissi sui muri di Parigi due piccoli ma suggestivi manifesti che parlavano di una presenza “visibile e invisibile” nella città e offrivano amicizia ai cercatori. Chi abbia affisso questi manifesti resta tuttora celato, ma certamente si tratta di qualcuno coinvolto nei circoli rosacrociani. I manifesti erano un appello a coloro che cercavano la luce della verità in quei tempi turbolenti. Questo Libro della Luce, il Liber Lucis, risuona con quell’appello di tanto tempo fa e porta avanti la Tradizione Rosacrociana di Luce, Vita e Amore per tutta l’umanità e per la nostra Terra. Mira a ispirare i ricercatori spirituali a riflettere misticamente sulla natura della Luce, ad affrontare alcune delle sfide antiche della vita e a suscitare risposte a domande contemporanee, come il benessere della Terra o l’etica dell’intelligenza artificiale. Soprattutto, è un monito per tutti noi a camminare con delicatezza nel nostro mondo e a usare la nostra magnifica creatività umana per unire l’amore con la luce e la vita in tutto ciò che facciamo. https://1104edb47318627a129a-ba90728074d5fc8934f62a46d1eb7c6c.ssl.cf5.rackcdn.com/ITA%20-%20Liber%20Lucis%2001Eng.mp4
Mensaje del Imperator – Liber Lucis: Libro de Luz
Hace cuatrocientos años, en agosto de 1623, una época de crisis y guerra en Europa, se colocaron dos pequeños pero intrigantes carteles en las paredes de París, que hablaban de una presencia “visible e invisible” en la ciudad y ofrecían compañerismo a los buscadores. No sabemos quién colocó estos carteles, pero sin duda fue alguien involucrado en los círculos rosacruces. Los carteles eran un llamado a aquellos que buscaban la luz de la verdad en aquellos tiempos turbulentos. Hoy, cerca del solsticio de invierno en el hemisferio norte y del solsticio de verano en el hemisferio sur, me complace anunciar que publicamos un nuevo documento cuyo título es Liber Lucis. Este Libro de Luz, el Liber Lucis, resuena con ese llamado de hace tanto tiempo y lleva adelante la Tradición Rosacruz de Luz, Vida y Amor para toda la humanidad y para nuestra Tierra. Su objetivo es inspirar a los buscadores espirituales a reflexionar místicamente sobre la naturaleza de la Luz, abordar algunos de los desafíos ancestrales de la vida y obtener respuestas a preguntas contemporáneas, como el bienestar de la Tierra o la ética de la inteligencia artificial. Sobre todo, es un recordatorio para todos nosotros de caminar suavemente en nuestro mundo y de usar nuestra magnífica creatividad humana para traer Luz y Amor a todo lo que hacemos. https://1104edb47318627a129a-ba90728074d5fc8934f62a46d1eb7c6c.ssl.cf5.rackcdn.com/ESP%20-%20Liber%20Lucis%2001Eng.mp4
